Dipartimento Salute Mentale

Direttore:  dr. Giorgio d'ALLIO

 

Sede
Strada Fontaneto, 26 - Chieri

Contatti
Tel. 011/94294426-011/94294407
Fax 011/0469244
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Segreteria amministrativa

Sig.ra Nadia Petriello; Sig.ra Elena Martini

Responsabile Assistenza Dipartimentale

Scalici Angelo


Il Dipartimento Salute Mentale è articolato in:

  • S.S.D. Area Comunitaria, struttura semplice dipartimentale, che gestisce la Comunità Protetta Tipo B "Itaca" 20 posti letto, sita in Trofarello, Vicolo S. Croce n. 14

Presentazione

Il D.S.M. si coordina con tutti i servizi che hanno, almeno in parte, obiettivi di salute mentale: medicina di base, assistenza domiciliare, servizi per le tossicodipendenze, servizi per l'area materno infantile, servizi socio-assistenziali, neuropsichiatria infantile, etc.

Cenni Storici

Nel 1978 la legge 180, successivamente ripresa dalla Legge istitutiva del S.S.N. n° 833/78, sanciva il passaggio da una organizzazione dell'assistenza psichiatrica centrata sull'Ospedale Psichiatrico ad una nuova organizzazione complessa di tipo territoriale.

Operativamente, dopo la promulgazione della Legge 180, la nuova assistenza psichiatrica ha quindi operato seguendo due principi fondamentali:

  • L'accoglimento di tutta la domanda di assistenza psichiatrica, senza l'esclusione a priori di determinate fasce di utenza;

  • La "presa in carico globale" dei pazienti gravi, con la formulazione di progetti terapeutici a lungo termine, articolati sul piano clinico e psicosociale.

Obiettivi

La promozione della salute mentale nella popolazione adulta (sopra i 18 anni) attraverso la programmazione dei progetti terapeutici e riabilitativi.

  • L'individuazione precoce delle situazioni di disagio psichico e l'attivazione di interventi idonei a prevenire i disturbi mentali.
  • La riduzione delle conseguenze invalidanti delle persone affette da disagio mentale e la ricostruzione del tessuto relazionale e sociale di tali soggetti, nonché l'attivazione delle loro risorse residue e di quelle del contesto familiare.
  • La salvaguardia della salute mentale e della qualità di vita del nucleo familiare del paziente.